http://www.laearn.com/blog/i-10-posti-piu-infestati-da-fantasmi-in-italia/
Genova. Nella sua provincia, la Casa delle anime di Voltri racconta dei regolari omicidi operati dai suoi proprietari, che avevano volutamente aperto quella locanda per uccidere tutti i loro clienti. I locandieri facevano calare il soffitto mobile delle stanze, soffocando e schiacciando il viandante fermatosi lì per pernottare. I corpi senza vita venivano poi gettati in una fossa comune. Il motivo? Impossessarsi degli averi dei loro clienti. I fantasmi delle vittime si aggirano per le stanze della locanda ormai abbandonata, urlando e muovendo oggetti di ogni tipo
Genova. Nella sua provincia, la Casa delle anime di Voltri racconta dei regolari omicidi operati dai suoi proprietari, che avevano volutamente aperto quella locanda per uccidere tutti i loro clienti. I locandieri facevano calare il soffitto mobile delle stanze, soffocando e schiacciando il viandante fermatosi lì per pernottare. I corpi senza vita venivano poi gettati in una fossa comune. Il motivo? Impossessarsi degli averi dei loro clienti. I fantasmi delle vittime si aggirano per le stanze della locanda ormai abbandonata, urlando e muovendo oggetti di ogni tipo
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Genova. Nella sua provincia, la Casa delle anime di Voltri racconta dei regolari omicidi operati dai suoi proprietari, che avevano volutamente aperto quella locanda per uccidere tutti i loro clienti. I locandieri facevano calare il soffitto mobile delle stanze, soffocando e schiacciando il viandante fermatosi lì per pernottare. I corpi senza vita venivano poi gettati in una fossa comune. Il motivo? Impossessarsi degli averi dei loro clienti. I fantasmi delle vittime si aggirano per le stanze della locanda ormai abbandonata, urlando e muovendo oggetti di ogni tipo
Genova. Nella sua provincia, la Casa delle anime di Voltri racconta dei regolari omicidi operati dai suoi proprietari, che avevano volutamente aperto quella locanda per uccidere tutti i loro clienti. I locandieri facevano calare il soffitto mobile delle stanze, soffocando e schiacciando il viandante fermatosi lì per pernottare. I corpi senza vita venivano poi gettati in una fossa comune. Il motivo? Impossessarsi degli averi dei loro clienti. I fantasmi delle vittime si aggirano per le stanze della locanda ormai abbandonata, urlando e muovendo oggetti di ogni tipo
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Genova. Nella sua provincia, la Casa delle anime di Voltri racconta dei regolari omicidi operati dai suoi proprietari, che avevano volutamente aperto quella locanda per uccidere tutti i loro clienti. I locandieri facevano calare il soffitto mobile delle stanze, soffocando e schiacciando il viandante fermatosi lì per pernottare. I corpi senza vita venivano poi gettati in una fossa comune. Il motivo? Impossessarsi degli averi dei loro clienti. I fantasmi delle vittime si aggirano per le stanze della locanda ormai abbandonata, urlando e muovendo oggetti di ogni tipo
Genova. Nella sua provincia, la Casa delle anime di Voltri racconta dei regolari omicidi operati dai suoi proprietari, che avevano volutamente aperto quella locanda per uccidere tutti i loro clienti. I locandieri facevano calare il soffitto mobile delle stanze, soffocando e schiacciando il viandante fermatosi lì per pernottare. I corpi senza vita venivano poi gettati in una fossa comune. Il motivo? Impossessarsi degli averi dei loro clienti. I fantasmi delle vittime si aggirano per le stanze della locanda ormai abbandonata, urlando e muovendo oggetti di ogni tipo
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Genova. Nella sua provincia, la Casa delle anime di Voltri racconta dei regolari omicidi operati dai suoi proprietari, che avevano volutamente aperto quella locanda per uccidere tutti i loro clienti. I locandieri facevano calare il soffitto mobile delle stanze, soffocando e schiacciando il viandante fermatosi lì per pernottare. I corpi senza vita venivano poi gettati in una fossa comune. Il motivo? Impossessarsi degli averi dei loro clienti. I fantasmi delle vittime si aggirano per le stanze della locanda ormai abbandonata, urlando e muovendo oggetti di ogni tipo.
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Genova. Nella sua provincia, la Casa delle anime di Voltri racconta dei regolari omicidi operati dai suoi proprietari, che avevano volutamente aperto quella locanda per uccidere tutti i loro clienti. I locandieri facevano calare il soffitto mobile delle stanze, soffocando e schiacciando il viandante fermatosi lì per pernottare. I corpi senza vita venivano poi gettati in una fossa comune. Il motivo? Impossessarsi degli averi dei loro clienti. I fantasmi delle vittime si aggirano per le stanze della locanda ormai abbandonata, urlando e muovendo oggetti di ogni tipo.
IL LETTO STREGATO

"THE HAUNTED BEDROOM", 3rd Floor, PARKS/BOWMAN MANSION, New Orleans, LA
Fenomeni paranormali nel bosco di Bor
Passeggiata ai confini della realtà
Che il bosco abbia i suoi suoni, i suoi chiaroscuri e le sue insidie si
sa, ma in questa foresta di Cechia aleggia un’aura strana, misteriosa e
anche un po’ paurosa. C’è chi narra di strani fenomeni, inquietanti e
forse addirittura inspiegabili… Strani rumori, uno spettro scuro, rossi occhi fiammeggianti e altri singolari misteri si raccontano a proposito del bosco di Bor, non lontano da České Budějovice. Le prime
menzioni di questa località risalgono al Medioevo, certo è che quattro
secoli or sono qui sorgeva un piccolo insediamento circondato da paludi
malsane e infide, nelle quali annegarono più persone. Fu allora che si
cominciò a diffondere la convinzione che le anime di quei morti,
incapaci di trovar pace, vagassero per l’acquitrino impaurendo chi vi si
avventurasse. Ancora oggi vengono spiegati così ai turisti le
sensazioni spiacevoli, i fenomeni insoliti e le atmosfere da brivido che
li avvolgono a Bor. Continuano infatti anche in tempi moderni
testimonianze di visitatori di questo bosco, che segnalano improvvise e
fugaci apparizioni, movimenti sospetti, ombre inquietanti e persino
stranissime sagome spettrali che si intuiscono nelle fotografie scattate
qui. Tra questi alberi il brivido condisce anche i fatti storici e, nel
periodo in cui questa era zona militare, una notte i soldati si sono
sparati addosso a vicenda perché pare che uno di loro si fosse
trasformato in una strana creatura da cui difendersi.
Ad una trentina di chilometri da Rennes, in Bretagna, c’è la foresta
di Paimpont; si tratta di un luogo famoso per la sua natura rigogliosa
ed incontaminata la quale si distende per svariati chilometri attorno a
piccoli borghi quali Paimpol, Josselin, Ploermel e, appunto, Paimpont.
Vi si organizzano passeggiate e giri in bicicletta, adatti a diversi
livelli di preparazione (anche per le persone non allenate), che
permettono di ammirare le bellezze paesaggistiche di questa foresta
nella quale il tempo sembra essersi fermato. Le strade percorse dalle
auto sono poche, immerse nel verde, in un silenzio quasi innaturale; fra
gli alberi spuntano spesso croci celtiche, castelli, stagni e scorci di
paesaggio meravigliosi.
La foresta di Paimpont viene anche chiamata Foresta di Brocéliande,
poichè questi luoghi colpirono l’immaginario collettivo soprattutto nel
periodo in cui Chrètien de Troyes scrisse il ciclo arturiano, al quale
appunto la foresta fa da sfondo. Per coloro che sono appassionati
dell’argomento, sono molti i richiami alla leggenda, in tutta la
foresta: dal lago in cui si dice esser nascosto il castello di Viviana,
alla valle senza ritorno, alla prigione di Merlino ed alla fontana di
Barènton, teatro della leggenda di Ivano e Laudine; tengo a ribadire che
si tratta di luoghi leggendari, di cui si narra in un racconto di
fantasia (forse ispirato da fatti reali, ma non per intero), quindi per
quanto suggestivi potrebbero risultare deludenti sotto alcuni aspetti.
Penso che comunque valga la pena visitarli, non fosse altro per il
piacere di fare una bella passeggiata e respirare aria sana.Fra gli altri punti di interesse, c’è quello di cui vorrei parlare
oggi: si tratta del castello di Trècesson, costruito nel XV secolo da
Jean de Trècesson e rimasto alla famiglia fino al 1773. E’ una
costruzione che affascina già al primo sguardo, poichè sorge al centro
di uno stagno in cui si rispecchia; due sono le storie di fantasmi
legate al castello, ma stavolta tratterò di una soltanto, la quale
risale al XVIII secolo. La leggenda racconta di un bracconiere il quale, vagando di notte nei boschi circostanti al castello, venne spaventato dal
sopraggiungere di una carrozza; per evitare di essere scoperto, l’uomo
si nascose fra gli alberi e fu così che si ritrovò ad assistere ad una
scena terribile: una grande carrozza nera si fermò e ne scesero degli
uomini che trascinavano con loro una giovane sposa in lacrime,
disperata. Gli uomini scavarono una fossa nel terreno e a niente valsero
le preghiere della ragazza: ve la seppellirono viva, per poi fuggire e
sparire nella notte. Il bracconiere, spaventato, corse a casa dalla
moglie e le raccontò ogni cosa; la donna, saggiamente, lo mandò a
riferire il tutto al castellano, il quale fece dissotterrare prontamente
la povera giovane. Purtroppo, ella era rimasta ormai troppo tempo sotto
terra e così, dopo una notte di agonia nelle stanze del castello di
Trècesson, spirò, lasciando un alone di mistero sulla propria storia;
tutto quello che si riuscì a scoprire era che gli uomini visti dal
bracconiere erano i fratelli della ragazza, i quali le avevano inflitto
quella terribile punizione poichè ella aveva sposato di nascosto un uomo
che loro non approvavano.Fino alla rivoluzione la corona ed il velo della giovane rimasero
sull’altare della cappella del castello e secondo la leggenda le ragazze
che sfioravano tali reliquie trovavano marito.Ad oggi, il castello è una dimora privata, quindi non è possibile
visitarlo all’interno. Tuttavia, ci si può avvicinare tanto da poterlo
ammirare e chi lo sa, magari incontrare il fantasma della giovane sposa,
che secondo molti infesta il bosco intorno al castello, vagando come
un’anima in pena.
IL CASTELLO DELLA ROTTA A MONCALIERI
A Torino è possibile recarsi al Maniero della Rotta di Moncalieri,
antico castello abbandonato all’apparenza, ma ancora animato dai vecchi
abitanti dello stesso che si aggirano macabramente per gli stanzoni
gelidi del castello, dove su tutti padroneggia l’austera figura di un
monaco morto durante una battaglia della guerra santa, più volte testimoniato da curiosi visitatori che si avventuravano per queste zone.
PLUCKLEY, KENT PER UNA GITAFUORI DAL...NORMALE

Spesso descritto come il villaggio più infestato
in Gran Bretagna, Pluckley -
nei pressi di Ashford nel Kent - si dice sia frequentato da almeno una
dozzina di fantasmi. Attrazioni macabre sono Fright Corner, dove è stato ucciso
un bandito e il Bosco delle grida, dove si dice si possono ancora sentire le
urla agghiaccianti dei morti. Molti dei residenti di Pluckley sono scocciati da
questa reputazione macabra, ciò nonostante orde di cacciatori di fantasmi affollano
la cittadina per ogni Halloween. (fonte: www.squer.it)
LA TORRE DI LONDRA

La Torre di Londra era un luogo terribile, i prigionieri, seppur di
nobili origini, spesso subivano torture e privazioni, non stupisce quindi che
sia considerata uno dei luoghi più infestati d’Inghilterra.
Secondo la leggenda, tra queste antiche mura si aggirano i fantasmi dei giovani
Edoardo e Riccardo, chiamato i Principi della Torre, assassinati
probabilmente dallo zio Riccardo III, le regine Anna Bolena e Lady Jane Grey. La Torre è tante
cose, palazzo, fortezza, prigione di stato, luogo di esecuzione (era
ovviamente). C'è molto da vedere, due tre ore non vi basteranno. Vi consigliamo
di andarci di buon ora e di visitare anche i Gioielli della Corona (nelle Waterloo Barracks) e la Crowns and Diamonds Exhibition. Per
chi crede al paranormale nella Torre di Londra troverà pane per i denti. Le
leggende e le storie di fantasmi alla Torre di sprecano e la sua sanguinaria
storia le rende tutte "quasi" plausibili. La Torre fu per secoli la prigione per eccellenza, la
gente ne aveva paura e rispetto. In genere veniva utilizzata per personaggi
eccellenti, di alto rango e per dissidenti religiosi, o chi, ricco o povero
aveva in qualche modo arrecato offesa ai monarchi inglesi nel corso dei secoli.
C'erano celle confortevoli e altre molto meno. Le peggiori erano quelle che si
trovavo al livello del Tamigi, dove i reclusi soffrivano per una umidità
devastante. In alcuni casi quando il fiume si ingrossava questi detenuti
potevano morire annegati. Tra gli altri prigionieri illustri: John Baliol Re di Scozia, Davide II di Scozia, Giovanni II di Francia; Enrico VI d'Inghilterra dove fu assassinato il 21 maggio del 1471. Margaret of Anjou (di Angiò), moglie
di Enrico VI. Sir William de la Pole
(ex tesoriere di Eduardo III) Elisabetta I,
imprigionata per due mesi nel 1554 per il suo presunto coinvolgimento nella “Wyatt's Rebellion”. Walter Raleigh (famoso esploratore
inglese fu accusato di cospirazione da Giacomo I), Niall Garve O'Donnell (traditore irlandese poi tradito dagli
inglesi), Guy Fawkes (cospiratore
cattolico che voleva far saltare il parlamento, ogni 5 novembre si festeggia in
Gran Bretagna il fallito attentato). Lord
George Gordon (anti cattolico, guidò la rivolta contro il
ripristino di numerosi diritti ai cattolici, alla fine si converti
all'ebraismo). Rudolf Hess (l'ex
delfino di Hitler resto nella torre per soli 4 giorni). Tra gli illustri
giustiziati nella torre spiccano: Tommaso
Moro (6 Luglio 1534). Si oppose a Enrico VIII che voleva fondare la
Chiesta d'Inghilterra è staccarsi dal cattolicesimo. La sua testa venne
mostrata sul London Bridge
per un mese. Fu fatto santo dalla chiesa cattolica nel 1935.William Hastings, (1483) (accusato di
cospirazione contro Riccardo III)Anna
Bolena (Anne Boleyn), (1536) Anna Bolena, decapitata nel 1536 con
l'accusa di adulterio contro Re Enrico VIII, si dice venga spesso avvistata
mentre cammina attorno alla torre con la testa sotto braccio. Margaret Pole, VIII contessa di
Salisbury, (1541) (Enrico VIII considerava la sua famiglia una minaccia al suo
potere) Catherine Howard, (1542)
(Quinta moglie di Enrico VIII, accusata di adulterio fu giustiziata a soli 21
anni) Jane Boleyn (sorella di
Anna Bolena), (1542) Lady Jane Grey,
(1554) (Regnò solo per 9 giorni, fu giustiziata per ordine di Maria la
Sanguinaria) Robert Devereux,
(1601) (Prima protetto poi accusato di tradimento alla regina Elisabetta I) L'ultima
esecuzione nella Torre fu quella della spia tedesca Josef Jakobs il 14 agosto 1941.
CA' DELLE ANIME A VOLTRI (Ge)
Nei
dintorni di Voltri in
provincia di Genova, c'è una delle case infestate
più famose d’Italia. La chiamano la casa delle anime
ed era una vecchia locanda, dove coloro che la gestiano – una famiglia, probabilmente, con gravi problemi
mentali – uccidevano quanti si fermavano a rifocillarsi. I corpi dei disgraziati venivano poi gettati in una grande fossa comune. Questa costruzione abbandonata fino al
dopoguerra è stata poi residenza di una famiglia che ha testimoniato più volte di
fatti strani e visioni misteriose. In un filmato
abbastanza singolare della RAI, durante un servizio su
questo strano fenomeno, si è materializzata una figura di donna all’apertura di una
finestra.
SHREWSBURY, UNA DELLE CITTÀ PIÙ "FANTASMIFERE"
DI TUTTA LA GRAN BRETAGNA
Si dice che Il Prince Rupert Hotel sia il posto perfetto per pernottare se si vuole
provare il brivido di un avvistamento paranormale. Basterebbe l’aspetto della
città, con le sue stanze medievali e gli angoli bui, per terrorizzare i turisti
più impavidi ma sono le oltre 500 storie di fantasmi
ad attirare qui i viaggiatori appassionati del genere. Nella stanza n.6
dell’hotel raccontano alcuni visitatori che appaia spesso lo spirito di una sposa lasciata dal marito
dopo la prima notte di nozze, si narra che si sia impiccata proprio qui e che da
allora si diverta a spostare gli oggetti.
BORLEY RECTORY NELL'ESSEX
la dimora più infestata d'Inghilterra
Il Presbiterio
di Borley è stato dichiarato il luogo più infestato d’Inghilterra parola
del celebre cacciatore di fantasmi Harry Price nel 1939. Tra le stanze ed i
giardini della casa si aggirano vari fantasmi, tra cui quello di una monaca
vestita di nero. Borley Rectory
era un edificio di undici camere da letto più altre stanze costruito
nel 1863, edificato nel villaggio della contea di Essex, 60 miglia a nord-est
di Londra, distrutto nel 1939 da un incendio. Divenne famoso perché fu lo scenario
di uno dei casi di infestazione più famosi e documentati al mondo.
LA STORIA
Il reverendo
Henry Dawson Ellis Bull fece costruire il complesso come canonica nel 1863e vi
abitò inclusi i suoi discendenti per ben 65 anni, fino al 1927, lasciando la
casa al reverendo Guy Smith, che vi resterà con la moglie neanche per 1 anno
dati gli accadimenti strani di cui fu oggetto. Smith chiese aiuto al giornale
Daily Mirrow, che lo indirizzo al noto studioso di Harry Price (aveva fama di scacciafantasmi).
Successivamente la casa ospitò l'anziano reverendo Lionel Foyster con la
giovane moglie Marianne. Foyster annotò nel proprio diario una serie di strani
fenomeni: pietre e libri che volavano, campanelli che suonavano da soli,
oggetti che sparivano e altri che invece apparivano all'improvviso ecc.ecc. Il
pastore tentò un esorcismo senza averne beneficio alcuno. Una notte la moglie vide
una grande forma scura, simile a un enorme pipistrello, impossibile da
identificare. Dopo qualche tempo, si cominciarono a rinvenire misteriosi
messaggi d’aiuto, scritte sui muri, richieste di preghiere e di messe. Cinque
anni dopo i Foyster abbandonano la casa, e solo nel 1937 la casa trovò un altro
inquilino. Il Price che aveva già visitato la casa anni addietro vi fece
abitare, a rotazione, 48 investigatori assoldati tramite un annuncio su un
giornale locale.
![]() |
la canonica dopo l'incendio |
LA LEGGENDA
Una cupa
leggenda popolare racconta che nel luogo dove il reverendo Bull eresse il
rettorato esisteva un monastero. Una delle monache del convento si innamorò,
ricambiata, di un giovane cocchiere. Dopo alcuni incontri, complice un frate, i
due decisero di fuggire, il monaco li fece salire su una carrozza, era notte
fonda, e sferzò i cavalli al galoppo. Al monastero qualcuno però diede
l'allarme e la carrozza fu bloccata. Il frate, dopo un processo sommario
insieme al cocchiere furono giustiziati, e la giovane monaca murata viva in una
cella sotterranea. Harry Price venne a
sapere che, nel corso dei decenni, molti testimoni avrebbero visto, dopo il
tramonto, una monaca in abiti scuri percorrere a testa china il viottolo che
unisce il rettorato al limitare del bosco, tanto che a quel viottolo fu dato il
nome di "sentiero della monaca". Harry Price per saperne di più ricorse
a sedute spiritiche, attraverso le quali, fu contattato dallo spirito di una
suora francese, Maria Lairre, vissuta nel 17° secolo. Accadde però un evento
imprevisto, 1939, un incendio rase al suolo il rettorato. L'inchiesta svelò che
fu il risultato di una tentata frode alla compagnia assicurativa da parte del
nuovo proprietario, il capitano W. E. Gregson. Ma il Price non era convinto,
nel 1943, avviò una serie di scavi, che portano alla luce frammenti di ossa,
parietale e di una mandibola con cinque denti ancora inseriti. L’esame
necroscopico dei resti appurò che appartenevano ad una donna presumibilmente
intorno ai 30 anni, dati che confermavano la leggenda sull’apparizione della
monaca. I resti furono seppelliti e benedetti. Però già si era a conoscenza che
il Rectory non era stato costruito su di un antico monastero, ma sopra un
terreno dove riposavano le vittime di un'epidemia di peste verificatasi nel 17°
sec. Nel 1944 le rovine dell'edificio vengono distrutte.
L'INCHIESTA DELLA SPR
Nel 1951 la
famosa associazione Society for Psychical Research (SPR decise di aprire un'inchiesta
sul caso di Borley, che durò cinque anni e portò risultati clamorosi: i tre
ricercatori della SPR conclusero infatti che Price aveva compiuto frodi,
falsificato le prove e alterato le testimonianze, e che nei presunti fenomeni
accaduti non si riscontrava nulla di eccezionale.
Ad esempio:
- Price
raccontò che il reverendo Smith gli aveva chiesto di "disinfestare"
la casa, mentre il vero obiettivo del pastore era ottenere una dichiarazione
ufficiale che mettesse fine alle voci.
- il
giornalista del Mirror Charles Sutton, che aveva visitato la casa
insieme con Price, riferì che dopo alcuni "fenomeni" rumorosi,
afferrò Price e scoprì che aveva le tasche piene di pezzi di mattone e
ciottoli.
- Price
raccontò nei suoi scritti dell'apparizione di un uomo senza testa, ma nelle
testimonianze originali il reverendo Bull diceva soltanto di aver visto «le
gambe di un uomo nascosto dagli alberi da frutta» e di aver pensato che fosse
un bracconiere.
- Nel1958 la vedova del reverendo Forley,
rintracciata dal ricercatore della SPR Trevor R. Hall, raccontò che il marito
credeva veramente che la casa fosse infestata, ma che molti degli eventi
riportati nel suo diario, come la «grande forma scura, simile a un pipistrello»
erano inventati di sana pianta. Dichiarò inoltre che uno dei suoi amanti si
divertiva a fare scherzi crudeli al vecchio parroco, spostando gli oggetti di
nascosto o muovendosi misteriosamente nel giardino. (con contributo Wikipedia)
“Presenze” ai Castelli del Ducato
Storie
di fantasmi e spiriti che si aggirano
tra le
rocche e i manieri di Parma e Piacenza
Rimangono
intrappolati nella vita terrena per cause di onore, amore o ingiustizie, a
volte scalpitano nella notte o si divertono a fare paura, la loro presenza è
testimoniata da secoli e secoli, possono apparire in sogno, c’è chi dice di
averli incontrati e chi addirittura è riuscito a fotografarli: è semplice
suggestione o realtà? Impossibile saperlo, l’unica cosa certa è che animano
tutt’oggi le mura antiche dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza. La Fata
Bema, Donna Cenerina, lo scuro Confalonieri e Aloisa sono solo alcuni di loro,
ecco dunque storie fantastiche che affiorano dal passato come aloni di sospiri
su di un vetro annebbiato.Si narra che nel pozzo della Rocca di Rivalta fu
calato un tale Giuseppe, il cuoco di corte, dalle capacità culinarie uniche. Fu
probabilmente la sua bravura a causar un truce assassinio, Giuseppe fu
pugnalato e strangolato da una mano ignota. Il corpo fu ritrovato dopo tanto
tempo, ma il suo spirito da quel luogo non si spostò e a volte si sente girare
per i corridoi del castello o spesso capita di udire il suono del suo
batticarne ancora pestare nel mezzo della notte. Salta la luce e si attivano
gli elettrodomestici, sono i segnali di Donna Cenerina, il fantasma della Rocca
di Soragna, la giovane Cassandra Marinoni, moglie del marchese Diofebo II Meli
Lupi, che morì assassinata nel 1573 dal cognato Giulio Anguissola insieme alla
sorella Lucrezia. Un omicidio rimasto impunito e la leggenda narra che quando
Donna Cenerina (il nome deriva dai suoi lunghi capelli biondi) esce allo
scoperto, indica macabri presagi per la famiglia Meli Lupi. Arrivata per la
prima volta a Montechiarugolo nel 1593, la fata Bema propose a Ranuccio I, in
visita ai conti Torelli, di lasciarle leggere la propria mano. Ranuccio però,
che aveva un vero terrore per tutto ciò che riguardava l’occulto, ordinò
l’arresto della ragazza e la sua reclusione nel carcere della Rocchetta, dando
inizio a una serie di fughe e peregrinazioni della poveretta per sfuggire alla
persecuzione del Duca. Bema finì comunque la sua vita a Montechiarugolo, amata
e ben voluta dalla gente del borgo, tanto che oggi è ricordata come un gentile
fantasma, che appare alle giovani donne alla vigilia delle nozze per istruirle
sulla loro nuova vita. Al Castello di Paderna il mistero avvolge la piccola
Chiesa di Santa Maria: costruita prima dell’anno Mille, con pianta a croce
greca, un perfetto cubo costruito sul multiplo del numero 3. Al centro di essa
è stato misurato un potente campo magnetico naturale. E non è tutto: tra le
vetuste mura del Castello, infatti, vagherebbe ancora l’ombra del
“Confalonieri”, che trasportato a Paderna dal Castello di Turro vi trovò morte
violenta (la leggenda racconta che le sue urla si udivano “ad un tiro di balestra…”).
E’ invece la presenza del Pier Maria Scotti, meglio conosciuto con
l'appellativo de "Il Buso", ad infestare il Castello di Agazzano.
Pugnalato a morte e poi gettato nel fossato nel 1514 da Astorri Visconte e
Giovanni da Birago, che riuscirono ad impadronirsi del maniero, "Il
Buso" si aggira tra le mura con fare serio e guardingo oppure corre
facendo ruotare la spada e, dopo una serie di rumori metallici e di urla,
scompare lasciandosi dietro solo i lamenti. E’ un fantasma pacifico, descritto
come un uomo alto con una corazza scura, pantaloni di pelle, stivali, elmo con
penna azzurra e spada in mano. Tra le mura del Castello di Gropparello nel
duecento si tramanda che Pietrone da Cagnano murò viva la moglie per punirla di
un tradimento con Lancillotto Anguissola, antico amore di gioventù. Queste
stesse mura hanno attirato l’attenzione di studi paranormali di noti sensitivi
come Umberto di Grazia che ha avvistato la presenza di un uomo con la barba e
bastone caduceo. A Grazzano Visconti il fantasma risponde al dolce nome di
Aloisa. Ben in carne, le braccia conserte al seno, dal suo basamento vicino
alla piazza del Biscione occhieggia ai turisti, e le sue sembianze sono fedeli
al ritratto che lei fece di sé stessa guidando la mano di una medium nel corso
di una seduta spiritica, durante la quale raccontò anche la propria storia.
Sposa di un capitano di Milizia, morì di gelosia in seguito al tradimento del
marito, e da allora vaga per il castello e il parco: "Io sono Aloisa e
porto Amore e profumo alle Belle che donano il loro sorriso a Grazzano Visconti".
Si dice che di notte tiri i piedi e schiaffeggi gli ospiti del castello,
l’unico modo per placarne l’ira è quello di appendere alla sua statua collane e
monili… che infatti il simulacro sfoggia, esibendo i tanti doni ricevuti nel
corso degli anni. Dopo una mostra e diversi articoli a lei dedicati, oggi
Aloisa è diventata una specie di San Valentino al femminile, una protettrice
degli innamorati. Infine avrebbe abitato il Castello di Bardi sul finire del
Quattrocento il cavaliere Morello che, innamorato ricambiato della castellana
sedicenne Soleste, ma da questa diviso per diversa classe sociale, partì per
una spedizione di guerra. Vedendo ritornare soltanto l'esercito con le insegne
del nemico, Soleste lo credette morto e si gettò dalle mura vicine al mastio.
Moroello, che invece stava tornando con il trofeo della vittoria, saputa la
notizia della sua morte, si suicidò a sua volta. L’aggirarsi inquieto del suo
spirito è stato addirittura fotografato: Michel Dinicastro e Daniele Gullà, due
parapsicologi bolognesi, armati di una Pentax e di una termocamera per la
lettura e visualizzazione delle variazioni del gradiente termico dell'ambiente,
sono riusciti a immortalarlo.
Vi siete dimenticati di inserire Poveglia,o meglio identificata come l'isola dei Morti.Posizionata nella laguna veneta è stata luogo di morte delle vittime della Grande Peste Nera del 1300.Migliaia e migliaia di corpi furono dapprima seppelliti,poi cremati.Ancora oggi a distanza di secoli scavando a pochi centimetri sotto il manto erboso si intravede la cenere delle avvenute cremazioni.Sull'isola esiste anche una costruzione che fu adibita alla cura delle malattie mentali,chiusa qualche decennio fa,Si narra di orrende visioni al suo interno e delle cure perpetrate ai danni dei malati con frequenti lobotomie e terapie ellettroconvulsive.
RispondiEliminaVi siete dimenticati di inserire Poveglia,o meglio identificata come l'isola dei Morti.Posizionata nella laguna veneta è stata luogo di morte delle vittime della Grande Peste Nera del 1300.Migliaia e migliaia di corpi furono dapprima seppelliti,poi cremati.Ancora oggi a distanza di secoli scavando a pochi centimetri sotto il manto erboso si intravede la cenere delle avvenute cremazioni.Sull'isola esiste anche una costruzione che fu adibita alla cura delle malattie mentali,chiusa qualche decennio fa,Si narra di orrende visioni al suo interno e delle cure perpetrate ai danni dei malati con frequenti lobotomie e terapie ellettroconvulsive.
RispondiEliminaormai le testimonianze a livello mondiale sono moltissime e la tecnologia consente di verificare correttamente se si tratta di una fake news o di un reperto autentico
RispondiElimina... e io che volevo aprire una rubrica sui fantasmi...
RispondiEliminaFaccio prima a leggere questo blog che mettermi a scrivere qualcosa io!
Complimenti, spero che diventi sempre più pieno di articoli.